Qui nessuno si senta solo, nemmeno nei momenti difficili

La presidente Enoc a Il Messaggero: diventare una comunità amorevole, non solo luogo di cura

«Qui si cura una delle fasce più deboli che è quella dei bambini che spesso non esprimono le proprie sofferenze. Questo è il Giubileo della Misericordia e curare gli infermi è un importante richiamo del Vangelo». Così Mariella Enoc, la presidente della Fondazione Bambino Gesù, nel corso di un’intervista rilasciata da poco al quotidiano romano Il Messaggero. «L’Ospedale funziona già molto bene e deve, nel rispetto dell’eccellenza che contraddistingue la sua opera, continuare a crescere rendendosi attento e sempre più presente nella cura dei bambini. Nonché operare secondo il solco tracciato dal Santo Padre».

Numerosi i punti toccati nel colloquio. Tra questi, il sistema di relazioni con i bambini e le loro famiglie. «Questi – dichiara la presidente dell’Ospedale pediatrico – devono essere visti come un tesoro prezioso che è stato affidato a tutti coloro che operano in Ospedale. In quest’anno giubilare si deve fare un cammino per diventare non solo un luogo di cura ma una comunità amorevole, dove si è consapevoli di non essere soli neppure nei momenti più dolorosi».

Quindi i progetti innovativi in Italia. «Tra questi – conclude la presidente Mariella Enoc – il passo importante è stato quello di rilanciare la Fondazione Bambino Gesù, con l’aggiornamento dello Statuto, la nomina di un nuovo consiglio di amministrazione, la creazione di una nuova squadra per l’avvio di progetti che consentano di finanziare l’Ospedale e di lavorare nella direzione della cura e della ricerca nel campo delle malattie genetiche gravi. Quanto all’estero, la scelta e la missione è quella di non aprire ospedali ma prestare cure, assistenza e soprattutto formazione attraverso l’invio all’estero di medici specialistici nonché accogliendo risorse da formare in sede»

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