Contro le malattie rare Conad a fianco del Bambino Gesù

Donati all’ospedale romano oltre 332 mila euro da destinare alla ricerca e alla cura di quelle patologie che nel mondo colpiscono cinque persone su diecimila.

La donazione fa seguito a quella destinata alla realizzazione e all’impianto di un piccolo cuore artificiale in pazienti pediatrici.

Conad dà continuità al sostegno dell’Ospedale Bambino Gesù e nell’ambito della campagna di comunicazione sociale e fundraising Vite Coraggiose a favore della ricerca e cura delle malattie rare trasforma in un aiuto concreto per tanti bambini malati i punti della raccolta MiPremio 2016, concepita per dare risposte anche nell’ambito della solidarietà.

Grazie alla sensibilità dei clienti, Conad ha donato 332.255 euro alla Fondazione Bambino Gesù, che sostiene la ricerca e la cura delle malattie rare. Negli ultimi anni i 300 ricercatori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù hanno identificato oltre 50 nuovi geni associati a malattie rare. La donazione fa seguito al contributo di 861.628 mila euro destinato alla realizzazione e all’impianto di un piccolo cuore artificiale in pazienti pediatrici.

La consegna della cifra raccolta è avvenuta stamattina nella sede del Gianicolo dell’Ospedale Bambino Gesù.
Un rapporto, quello con l’Ospedale Bambino Gesù, che prende avvio nel 2013, con la partecipazione al progetto Un cuore nuovo – interamente italiano – finalizzato a mettere a punto e impiantare per la prima volta al mondo un innovativo cuore artificiale miniaturizzato per il trattamento dello scompenso cardiaco terminale nei bambini in età pediatrica. E anche con le campagne lanciate dalle cooperative associate Conad a favore della Fondazione Bambino Gesù per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di apparecchiature medicali importanti per la diagnosi, la terapia e la cura dei piccoli pazienti.

La capacità di farsi interprete dei bisogni delle comunità è un tratto distintivo di Conad. I suoi soci sono cittadini prima ancora che imprenditori, comprendono i problemi locali, conoscono le difficoltà della scuola, sostengono il lavoro delle associazioni locali nello sport, nella cultura, nella promozione sociale.

«Dall’avvio del progetto – dichiara il direttore scientifico dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, il prof. Bruno Dallapiccola – abbiamo dato un nome alla malattia di oltre 350 bambini senza diagnosi. Questi pazienti ora possono sentirsi meno soli e dunque parte di una comunità. Avere una diagnosi significa ricevere consulenze genetiche mirate, poter disporre di strumenti di prevenzione e monitoraggio delle gravidanze a rischio, terapie di precisione e programmi di presa in carico migliori».
«Siamo sempre disponibili a sostenere progetti di natura solidale, ancor più quando coinvolgono le comunità, segno del forte attaccamento che nutriamo per le comunità e i territori in cui operiamo», sottolinea il presidente di Conad Claudio Alibrandi. «Vorremmo che anche le istituzioni finanziassero ricerche in un ambito importante quali sono le malattie rare, contribuendo a limitare la fuga di ricercatori all’estero, verso realtà più sensibili e con maggiori disponibilità economiche. La solidarietà è un valore che appartiene naturalmente a Conad e a tutte le persone che lavorano con noi. Un valore che i nostri clienti si sono ormai abituati a riconoscere ed apprezzare».

Nel mondo il numero di malattie rare conosciute e diagnosticate – la “rarità” è tale quando ricorrono almeno 5 casi su 10 mila persone – oscilla tra le 7 mila e le 8 mila, in aumento con il progredire della ricerca medica e genetica.

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