Di pane e di speranza

Mercoledì 30 ottobre, presso la sede di Palazzo Alicorni, si è svolta la serata organizzata dalla Fondazione Bambino Gesù “Di pane e di speranza“, dedicata alle organizzazioni e ai privati al fianco della Onlus in questi anni.

All’evento hanno preso parte, tra gli altri, la presidente dell’Ospedale e della Fondazione Bambino Gesù Onlus, Mariella Enoc, e il Segretario Generale della Fondazione Bambino Gesù, Francesco Avallone.

Nel corso della serata, sono state presentate le attività svolte durante l’anno, con particolare riguardo alle missioni umanitarie e la campagna “Frammenti di luce. Attraverso questa campagna sociale, dedicata all’accoglienza e alla cura dei bambini, la Fondazione ha sostenuto 62 casi umanitari, provenienti da diverse aree del mondo, comprendenti Africa, Medio Oriente ed Europa dell’Est.

Il cibo, dunque, come strumento di conoscenza e condivisione per stare insieme alla tavola del mondo. Filo conduttore della serata: il pane, presente e diverso in ogni paese e cultura, per accompagnare idealmente il viaggio di questi bambini che ognuno sarà chiamato a sostenere per dare loro sostegno e aiuto.

La serata ha visto il coinvolgimento degli chef, Fares Issa, Claudia Massara, Mohamed Ekatoury, Mamadou Camara e   Lorenzo Leonetti scelti come simbolo di alcune di queste aree del mondo, chiamati a rappresentare la loro cultura e tradizioni preparando i piatti tipici delle festività.

Una serata, tesa a rappresentare quella pace che l’accoglienza e la cura dei bambini umanitari intende perseguire, scandita da momenti diversi, in cui racconteremo alcune storie di bambini curati presso le nostre strutture e le iniziative loro dedicate per dare a ciascuno la possibilità di essere partecipe dell’impegno, dell’amore, dell’accoglienza che il nostro ente pediatrico mette in campo quotidianamente per dare a quei viaggi la valenza di incontri fra mondi diversi, ma non per questi distanti.

Il diritto dei bambini a ricevere le migliori cure possibili annulla ogni distanza, dando a ciascuno di noi l’opportunità di sentirsi parte integrante della medesima umanità.

 

 

 

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