Donare per salvare, un gesto di speranza

La battaglia di Simona inizia 6 anni fa. Oggi combatte anche grazie alla solidarietà di un ragazzo che ha pensato di donare un pezzo di sé per salvare la vita di una ragazza che neanche conosce

Febbraio 2022. Sono 2 anni che combattiamo e conviviamo con una pandemia mondiale. Purtroppo da qualche giorno è scoppiata anche una guerra, in un paese che sentiamo “vicino di casa” e i cui abitanti spesso abitano con noi, sono amici, mogli, figli, colleghi e tra loro c’è anche chi si prende cura dei nostri cari.
E se il mondo si trova ad affrontare 2 guerre, una virologica, l’altra militare, qui all’Ospedale Bambino Gesù c’è una ragazza di 20 anni che sta portando avanti, silenziosamente, da anni, la sua battaglia contro un altro male: la leucemia acuta mieloide.

La battaglia di Simona inizia 6 anni fa, a Nocera Inferiore, dove le viene diagnosticata la leucemia. Simona inizia quindi il percorso chemioterapico e, nel 2016, si sottopone a un trapianto di midollo, dal fratello donatore. Sembra andare tutto bene, ma nel 2019 a Simona viene diagnosticata una mielodisplasia a cui segue, nel 2021, una nuova diagnosi di recidiva di malattia. Il 28 febbraio 2022 Simona affronta quindi un nuovo trapianto di midollo, stavolta da donatore esterno.

Simona oggi ha vicino a sé il suo fidanzato, che non la lascia mai. Lei continua a studiare e a frequentare i corsi universitari – è iscritta a Lingue e culture e straniere –, ma ci dice che non dà esami per ora, perché vuole prendere bei voti e li rimanda a quando starà meglio.

Simona ha un rapporto particolare con i medici e gli infermieri dell’Oncoematologia, con i quali lei si sente a casa. I medici sono capaci di rendere tutto semplice, non generano ansia o preoccupazione, con loro si sente che tutto andrà bene.

Simona è piena di energia, ha tanti hobby – come il ricamo o le sculture di gesso – e prova anche a suonare e cantare, assieme ad Adriano, il “musicista in corsia”.

La cosa che la emoziona di più, oggi, è pensare che in qualche parte del mondo c’è un ragazzo di 22 anni che ha donato il midollo e che, senza conoscerla, le ha salvato la vita.

E se il mondo ora è alle prese con 2 terribili guerre, al Bambino Gesù ci sono bambini e ragazzi che silenziosamente combattono le loro grandi battaglie. Per questo motivo, come Simona, ci piace cercare sempre il positivo nelle cose e ci piace sperare nella solidarietà di un ragazzo che ha pensato di donare un pezzo di sé per salvare la vita di una ragazza che neanche conosce. Ci piace sperare che storie, come quella di Simona, abbiano sempre un lieto fine.

7/4/2022

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