La nuova vita di Amanuel e Abem, dall'Etiopia a Roma per curare la leucemia

Una storia di solidarietà, coraggio e speranza, dall'Africa all'Italia, nell'Ospedale che è diventato per lei come una seconda famiglia

Abem è una bambina sana, vive ad Addis Abeba, con mamma Amanuel, il papà e il fratello Joseph. Loro quattro sono una famiglia tranquilla e unita a cui, sette mesi dopo la nascita di Abem, cambia la vita. 
La piccola di casa sta male e, all’inizio, si pensa solo a una brutta influenza. Durante il ricovero in ospedale, però, Abem non migliora: continua ad avere la febbre e a respirare male. Dopo 10 giorni arriva una diagnosi di leucemia. 

Per mamma Amanuel, maestra di un asilo nido nella capitale etiope e donna mite e riservata, cambia tutto in un momento. Per lei, sua figlia e la sua famiglia inizia il periodo più difficile, ma la forza di volontà di mamma Amanuel non viene mai a mancare: cerca in tutti i modi di aiutare Abem e darle una speranza di guarigione
Intorno a loro, comincia ad attivarsi una rete di solidarietà: alcuni seminaristi etiopi che studiavano e vivevano a Roma si mettono in contatto con Amanuel e le parlano della possibilità di curare Abem presso l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. È così che arrivano a Roma e iniziano un nuovo percorso di cura per sconfiggere la leucemia e poter dare un futuro ad Abem. Un percorso non sempre semplice perché, oltre alla malattia, ci sono le difficoltà linguistiche e culturali e la distanza dai propri cari. 
Il secondo compleanno di Abem è arrivato ed è stato come Amanuel, nei momenti più difficili, cercava di immaginarlo. A festeggiare la sua bambina c’era il personale che le ha accompagnate nel percorso di cura e che, con il passare dei mesi è diventato una seconda famiglia. Abem è solare, cresce circondata dall’affetto di chi si prende cura di lei ed è stata felice della sua torta di compleanno. Vicino a lei c’è sempre Amanuel che, con coraggio e dedizione, è la dimostrazione che l’amore di una mamma può superare ogni ostacolo.   
Amanuel è fiduciosa e animata da un grande senso di gratitudine per chi ha a cuore la salute della figlia. Ogni volta che le si chiede come vanno le cose, risponde: “Non vi sarò mai grata abbastanza per tutto quello che fate e che state facendo per noi”.

30/9/2020

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